
Nel 1970 mi laureo con lode in Scienze Politiche (indirizzo sociologico) all’Università di Bologna. Dall’anno successivo inizio attività di Esercitazioni Pratiche agli studenti del neo costituito Corso di Laurea in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo (DAMS). Nel 1973 ottengo l’idoneità nazionale al ruolo di Assistente Ordinario. Dopo un breve intervallo alla Facoltà di Economia, a Modena, torno al Dams, presso l’insegnamento di Sociologia.
Negli anni Settanta si definisce l’ambito dei miei interessi scientifici prevalenti: le comunicazioni di massa, la sociologia della cultura, le problematiche del consumo.
In seguito ai risultati di alcune mie ricerche sono invitato (dal novembre 1977 al dicembre 1978) all’Annenberg School of Communications (University of Pennsylvania), al tempo il più importante centro di formazione e ricerca sulle comunicazioni del mondo. A Philadelphia porto avanti una intensa attività di ricerca (che sfocerà, successivamente, in un libro e in vari saggi e articoli) e l’insegnamento del corso “Broadcasting in Western Europe” nel semestre invernale. Entro tra i Consulting and Contributing Editors del “Journal of Communications” e porto avanti ricerche per il Council for European Studies-Columbia University.
All’inizio degli anni Ottanta sono nominato Professore Associato di Comunicazioni di Massa al Dams e intensifico, fino al 1983, le mie presenze negli Stati Uniti fino a quando, come è accaduto a molti di noi, arriva il momento di decidere se proseguire la carriera accademica negli Usa o ritornare in Italia. La mia scelta di allora si è orientata verso la seconda opzione per due ragioni. La prima, accademica, era rappresentata dall’alta reputazione internazionale del nostro Istituto di Discipline della Comunicazione, grazie soprattutto alla presenza di Umberto Eco e dei migliori studiosi italiani, con numerose presenze di ricercatori stranieri. La seconda, di contesto, faceva riferimento allo sviluppo caotico, ma dal punto di vista della ricerca scientifica originale e interessante, del nostro sistema televisivo: un campo di analisi sperimentale troppo interessante per abbandonarlo.
Negli anni Ottanta e Novanta porto avanti una feconda attività di ricerca scientifica e di docenza con molte pubblicazioni e comunicazioni a convegni che si indirizzano anche verso sottosettori prima meno esplorati: il fenomeno della Moda, la Comunicazione Politica, la Comunicazione d’Impresa e la Comunicazione delle Istituzioni Pubbliche. Quest’ultima tematica l’ho approfondita a livello di ricerca e di didattica a partire dal 2000.
Dal 1991 al 1996 sono stato Direttore del Corso di Perfezionamento per Operatori della Moda del nostro Ateneo.
Dal 1996 al 1999 ho accompagnato l’attività accademica – mai rallentata - con quella di Assessore alla Cultura del Comune di Bologna. L’obiettivo che mi era stato affidato era la progettazione di Bologna Città Europea della Cultura 2000. Grazie all’attività di un Comitato (da me coordinato) in cui erano presenti il Governo, la Regione, il Comune, l’Università, la Provincia e la Camera di Commercio si è riusciti non solo a selezionare e finanziare le iniziative culturali del 2000, ma anche importanti infrastrutture culturali (poi ultimate negli anni successivi) quali la Biblioteca della Sala Borsa, il Museo della Musica e, soprattutto, l’area della Manifattura delle Arti che costituisce, oggi, l’esempio più riuscito di un distretto delle arti e della comunicazione in cui coesistono strutture universitarie e strutture culturali comunali.
Nel novembre del 2000 sono stato nominato Pro Rettore alle Relazioni Internazionali e membro della Giunta d’Ateneo, incarichi riconfermati fino al 2009.
E’ una attività entusiasmante che si prende tutto il mio tempo non occupato dalla didattica e dalla ricerca. Alle attività di internazionalizzazione del nostro Ateneo partecipano con generosità quasi 600 tra colleghe e colleghi e il personale del DIRI (Dipartimento Amministrativo delle Relazioni Internazionali). Nel corso degli anni si è costruita una modalità di operare che ha portato l’internazionalizzazione della formazione a raggiungere risultati di valore europeo sia per quanto riguarda lo scambio degli studenti (ai primi posti in Europa) sia per i successi raggiunti nei vari programmi europei (Erasmus Mundus, Tempus, Edu Link e così via) sia per i finanziamenti esterni (UE e Ministero) che ci aggiudichiamo e che sono sicuramente i più alti tra le università italiane. Questi risultati hanno creato le pre-condizioni per spingere l’internazionalizzazione verso la realizzazione di titoli doppi e congiunti e la proposta di Corsi di Studio e Master in lingua inglese. L’attività di relazione e di promozione all’estero del nostro Ateneo, che ho perseguito con grandi sforzi, ha portato a un aumento dei rapporti con le principali università e portato nel periodo 2000-2007 a un incremento degli studenti stranieri regolarmente iscritti da 2949 a 4459, a fronte di un decremento, nel medesimo periodo, di 10000 unità sul totale degli iscritti.
In quanto Pro Rettore alle Relazioni Internazionali ho avuto la possibilità di agire a favore dei processi di internazionalizzazione dell’Alma Mater e dei sistemi universitari internazionali grazie agli incarichi che ricopro in numerose reti o centri:
Rappresentante dell’Alma Mater nella rete delle università storiche europee Coimbra Group; Componente dell’Accademic Committtee di Europaeum (Associazione di dieci università leader in Europa);
Coordinatore Scientifico della rete Uniadrion-Università Virtuale dell’Adriatico e dello Ionio;
Componente del Board del Magna Charta Observatory;
Membro del Gruppo Italiano dei Bologna Experts, nominato dal Mur;
Componente del Consiglio Direttivo della Sede dell’Università di Bologna a Buenos Aires;
Componente del Consiglio Direttivo del Centro per l’Europa Centro Orientale e Balcanica (CECOB);
Presidente dell’Associazione Collegio di Cina;
Componente del Centro Interdipartimentale di Scienze dell’Islam (CISDI);
Componente della Task Force sull’Internazionalizzazione creata dal Mur nel settembre 2008.
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Roberto Grandi 
