Il Programma Rettorale 2009-2013: Priorità Programmatiche
1 Avvicinamento e successivo raggiungimento di standard europei in relazione agli spazi a disposizione.
2. Lo sviluppo edilizio, essendo strettamente legato al miglioramento della qualità delle prestazioni dell’Alma Mater, in senso lato, deve rispondere a precise scelte di riequilibrio per porre tutte le nostre articolazioni didattiche e di ricerca su di un piano di parità nelle risorse di spazi.
3. Priorità: il completamento di quanto già iniziato, la ricerca di fondi per quanto progettato e una gestione che porti al rispetto dei tempi e a non penalizzare gli altri ambiti di sviluppo dell’Alma Mater.
4 Redazione e gestione oculata dei Protocolli di Intesa con le amministrazioni comunali interessate. Non si tratta di operazioni amministrative, ma di iniziative di grande progettualità politico -urbanistica che tendenzialmente ridisegnano non solo gli assetti urbanistici delle città in cui siamo insediati ma la qualità delle relazioni sociali, economiche, culturali e così via. La presenza di un Polo universitario obbliga tutti i soggetti del territorio a ripensarne lo sviluppo e noi, come Alma Mater, dobbiamo essere attori attivi nel proporre punti di vista che contemplino l’interesse dell’Ateneo e della comunità che ci ospita.
Nelle varie classifiche internazionali degli Atenei una delle variabili che viene sempre utilizzata è il rapporto tra gli spazi a disposizione (rispettivamente per la didattica, la ricerca, i servizi e le attività amministrative) e il numero di studenti, docenti, ricercatori e altro personale dell’Ateneo. Si ritiene che la dotazione di spazi funzionali alle attività che vi si svolgono costituisca un importante parametro di qualità.
L’Alma Mater soffre di spazi insufficienti per le proprie esigenze in molte delle proprie strutture, nonostante l’evoluzione del nostro stato patrimoniale: dai 671mila mq. di superficie lorda (587mila netta) del 2000 ai 760mila lordi (656mila netti) del 2007.
Non solo questa situazione ci penalizza nei confronti della maggioranza degli Atenei europei, ma rende più difficili molte delle nostre attività.
Definirci una Università che non può non confrontarsi con le altre Università europee significa anche porsi l’obiettivo di avvicinarci agli standard edilizi europei.
Il processo di sviluppo edilizio intrapreso dall’Università di Bologna dovrebbe portarci in qualche anno ad una superficie di oltre 900mila mq.
L’incognita che è sempre propria dei piani edilizi fa riferimento, principalmente, al reperimento di finanziamenti adeguati che non penalizzino il restante dello sviluppo dell’Ateneo e al rispetto dei tempi.
La scelta operata 20 anni fa di uno sviluppo policentrico dell’Alma Mater ha costituto una sfida anche rispetto al programma edilizio, considerato che in un paio di decenni è sorta in Romagna una realtà universitaria con un numero di studenti pari a quello di una media Università italiana. Nonostante le valutazioni nazionali che considerano la nostra scelta come un esempio di decentramento di successo, da oltre 10 anni il governo centrale ha interrotto qualsiasi finanziamento, tanto che siamo riusciti a sviluppare il multicampus in Romagna solo grazie ai nostri fondi che si sono aggiunti a quelli che, con generosità e lungimiranza, hanno concesso le amministrazioni locali romagnole e gli enti di sostegno.
Lo sviluppo edilizio, lo abbiamo ricordato, è strettamente legato al miglioramento della qualità delle prestazioni, in senso lato, dell’Alma Mater e risponde, quindi, a precise scelte che vengono operate per porre tutte le nostre articolazioni su di un piano di parità di risorse di spazi.
Il Programma Rettorale 2009-2013: Iniziative e Strumenti
1 Stipula di Piani Strategici con le varie Amministrazioni Comunali come occasione non solo per reimpostare una politica di accoglienza degli studenti, ma di valorizzazione dell’Università quale principale risorsa economica, culturale, sociale del territorio.
2 Il Programma Edilizio dell’area di Bologna.
In questi ultimi cinque-sei anni si sono sanate le situazioni di maggiore sofferenza attorno alla “cittadella universitaria” che hanno interessato le facoltà umanistiche (comprendendo una parte di Economia e, indirettamente, Giurisprudenza grazie alle aule del Comparto Belmeloro, che si aggiungono a quelle precedenti di Via Ranzani) e l’adeguamento di Palazzo Paleotti a un insieme, molto funzionale, di Sale Studio multimediali. Gli altri interventi più rilevanti, non all’interno della cittadella, sono stati la ristrutturazione del Complesso di Santa Cristina e di Palazzo Brazzetti Marescotti, oltre al Pronto Soccorso Veterinario e all’Azienda Zootecnica Sperimentale della nostra Facoltà di Medicina Veterinaria, il Centro Avicolo a Ozzano, l’ampliamento e la sopraelevazione di Pediatria al Gozzadini del Sant’Orsola. Oltre ad altri interventi di minore peso finanziario. La Facoltà di Ingegneria è stata interessata alla prima fase della costruzione della Nuova Facoltà in Via Terracini, al Lazzaretto. Le iniziative (in parte già programmate) per il prossimo quadriennio sono:
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Fare il punto, con tutti gli interessati, della situazione spazi delle Facoltà, Dipartimenti e Corsi di Studio che rimangono nel centro di Bologna. So di situazioni, non diffuse, di sofferenza e di sproporzioni di dotazioni; dobbiamo evidenziare le priorità e muoverci in una logica di riequilibrio, tenendo conto anche degli eventuali spazi che si liberano.
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Seconda fase della costruzione della Nuova Facoltà di Ingegneria al Lazzaretto. La delibera assunta il 29/04/2008 dal Consiglio di Amministrazione dell’Alma Mater relativa all’aggiornamento del quadro economico complessivo dell’intervento edilizio per la Nuova Sede della Facoltà di Ingegneria , 2° lotto stralcio A e Stralcio B dovrebbe rassicurare i colleghi che già si sono trasferiti in Via Terracini e che sono giustamente preoccupati di essere abbandonati in una situazione lavorativa che presenta delle difficoltà che diventerebbero insormontabili in assenza di un completamento sollecito dei lavori. E’ una situazione che dovrà essere tenuta sotto osservazione a partire dall’inizio del nuovo mandato rettorale.
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Polo Chimico e Dipartimento di Astronomia al Navile;
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Facoltà di Farmacia e Biotecnologie al Navile
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Facoltà di Scienze Motorie in Via del Terrapieno e ristrutturazione della piscina Record
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Ristrutturazione del Padiglione ex Angiologia per laboratori di ricerca, costruzione del Polo cardio vascolare presso il Policlinico S. Orsola (con contributo attraverso la Fondazione Luisa Melloni), Polo delle Scienze Neurologiche all’Ospedale Bellaria e messa a norma della nuova sala settoria del Dipartimento di scienze anatomiche umane e fisiopatologia dell'apparato locomotore;
Intervento di riqualificazione del Polo universitario di Scienze Politiche: edificio ex Croce Rossa; -
Primi tre lotti dell’Istituto Nazionale Fecondazione Artificiale a Ozzano;
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Riqualificazione dell’area di via Filippo Re con presenza del nido, scuola materna, nuovo padiglione e sistemazione dell’area;
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Archivio storico di Via San Giacomo e ristrutturazione e consolidamento della Torre della Specola, uno dei simboli del nostro Ateneo;
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Studentato nell’area ex-Mercato Ortofrutticolo e nell’area Lazzaretto
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Attuazione della decisione presa nel 2002 di ristrutturare la Palazzina della Viola quale sede degli uffici del Dipartimento Amministrativo Relazioni Internazionali, oggi distribuiti in spazi insufficienti e poco funzionali in via Belmeloro. Gli uffici delle relazioni internazionali sono, in tutte le Università del mondo, il biglietto da visita di un Ateneo perché sono il primo contatto con i docenti e i ricercatori che per qualsiasi ragione vengono in visita all’Alma Mater. Non solo. Sono anche gli uffici ai quali devono recarsi le migliaia di studenti di scambio per sistemare le loro pratiche. Francamente il nostro biglietto da visita è impresentabile.
3 Il programma edilizio delle città della Romagna
Come abbiamo detto in venti anni abbiamo costruito in Romagna, soprattutto grazie agli enti locali e alle forze del territorio, una Università di medie dimensioni inscritta, però, in una logica policentrica.
Negli ultimi quattro-cinque anni gli interventi edilizi hanno proseguito lo sforzo iniziale, soprattutto con i primi interventi nell’area dell’Ospedale Morgagni a Forlì; con i Laboratori di Scienze Ambientali e Palazzo Strocchi a Ravenna; con il campus di Chimica Industriale e Farmacia e alcune strutture della cittadella universitaria a Rimini; con il Centro Servizi di Palazzo Urbinati a Cesena. Le iniziative più rilevanti già programmate che interessano il prossimo quadriennio sono:
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Completamento del Polo Universitario a Forlì (ex Ospedale Morgagni)
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Facoltà di Ingegneria e Architettura a Cesena;
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Secondo Laboratorio di Scienze Ambientali a Ravenna;
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Studentato ex Palace Hotel a Rimini
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Recupero Gallerie ex Caproni a Predappio
4 Il totale complessivo degli interventi più rilevanti del programma edilizio in lavorazione o da avviare ammonta a 473 milioni. La copertura finanziaria deve essere trovata, a partire dalle priorità individuate dal Consiglio di Amministrazione. La quota reperibile sull’accordo di programma MUR-Università di Bologna o recuperabile sui finanziamenti della legge 338/00 sugli studentati si aggira sui 54 milioni, i restanti sono a carico dell’Alma Mater. Si tratta di uno sforzo rilevante, considerate le problematiche che abbiamo affrontato nella premessa. E’ necessario che l’azione combinata del futuro Pro Rettore al Bilancio, degli uffici amministrativi e della Commissione Bilancio, attivando anche le numerose competenze specialistiche presenti nel nostro Ateneo, esplorino tutte le possibili soluzioni finanziarie per il reperimento di risorse adeguate ma che non penalizzi gli altri ambiti di sviluppo più significativi dell’Alma Mater.
5 Ogni nuovo Rettore si trova in una situazione paradossale: in relazione alle opere edilizie di maggiori dimensioni deve tentare di terminare ciò che è stato iniziato nei mandati rettorali precedenti e impostare sviluppi edilizi che vedranno la luce quando avrà terminato il proprio mandato.
E’ paradossale dal punto di vista della singola persona ma non della istituzione che ha, giustamente, tempi più lunghi dei mandati rettorali.
Nel prossimo quadriennio è necessario rispettare le priorità, partendo dalla conclusione di ciò che è stato iniziato e dall’avvio dei grandi progetti già decisi. Si dovrà però anche rileggere la situazione alla luce della necessità di garantire a ogni struttura una dotazione di spazi che la avvicini agli standard europei e la ponga in grado di competere con le più prestigiose Università.
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