Il Programma Rettorale 2009-2013: Priorità Programmatiche
1. Promuovere la cultura della qualità all’interno e all’esterno.
1. Incrementare la qualità (tenendo conto delle differenze) dell’Alma Mater nella formazione, ricerca, amministrazione e responsabilità sociale.
3. Correlare la qualità a meccanismi premianti.
Il termine qualità si afferma nella politica delle università di pari passo con l'affermarsi della autonomia istituzionale.
Con questo termine si esprime, sostanzialmente, la condizione di adeguatezza di un percorso – di volta in volta di formazione, di ricerca o amministrativo – rispetto alle esigenze che si propone di soddisfare.
La qualità – come testimoniato nei documenti presenti nello “Scenario” – è diventata, dal 2000, tema di dibattito internazionale sia all’interno dell’EUA (European University Association) sia nelle riunioni periodiche dei Ministri dell’istruzione europei all’interno del Processo di Bologna.
Non solo. Nei vari paesi e a livello europeo si stanno definendo politiche e misure, quali la costituzione di Agenzie, per una applicazione della qualità ai processi formativi, di ricerca e amministrativi.
Nel riferirsi al concetto di qualità si può dare prevalenza al significato di:
'fitness for purpose' (grado di raggiungimento degli obiettivi) o a quello di
'fitness of purpose' (grado di rilevanza degli obiettivi). In questo secondo caso si è aperto un dibattito sulla rilevanza di variabili più di carattere valoriale in relazione alle relazioni interne e alla responsabilità sociale che i sistemi universitari hanno nei confronti della società.
La qualità di un percorso rappresenta comunque sia la capacità di definire – in consultazione con l'esterno e sulla base delle proprie risorse interne – obiettivi di valore condivisi nella società e nel mondo del lavoro, sia la capacità di mettere in atto le azioni più adeguate per il loro raggiungimento. A questo deve aggiungersi la capacità di monitorare il grado di rispondenza dei risultati rispetto agli obiettivi e alle esigenze e ai valori sulla base dei quali tali obiettivi erano stati formulati, con il fine di consentire un continuo miglioramento del percorso di formazione, di ricerca o amministrativo.
Assicurazione di qualità, Valutazione, Accreditamento, Certificazione
Si deve quindi distinguere, come ricordato nello “Scenario”, tra Assicurazione di qualità, Valutazione, Accreditamento e Certificazione. Si tratta di quattro concetti diversi che spesso nella pubblicistica vengono confusi tra loro.
L’Assicurazione di qualità definisce il sistema con il quale vengono scelti gli obiettivi e organizzati i processi e le azioni del percorso, affinché siano in grado di garantire il raggiungimento della condizione di adeguatezza nei tempi previsti e il continuo miglioramento di tale condizione.
La Valutazione deve essere considerata all’interno di un sistema di assicurazione di qualità in quanto è una delle attività funzionali allo sviluppo della condizione di adeguatezza perché utile a verificare la rilevanza degli obiettivi, l'efficacia dei processi e delle azioni messe in atto per raggiungerli, l'efficacia dei risultati. Ricopre anche una funzione di comunicazione della qualità del percorso all’interno e all’esterno e può essere preliminare, contestuale e a carattere sistematico, ex post, per la verifica dei risultati. Possono essere attività di autovalutazione, se condotte da soggetti interni, oppure essere condotte da soggetti esterni. Le attività di valutazione possono d'altra parte essere funzionali a procedure miranti alla verifica della corrispondenza a criteri predeterminati o di accreditamento.
L’Accreditamento è una forma di verifica della qualità di un percorso formativo rispetto a parametri stabiliti esternamente e certifica la sua corrispondenza rispetto ai requisiti minimi prefissati. L'accreditamento normalmente si basa su forme di valutazione esterna.
La Certificazione è una procedura con cui una parte terza (un organismo riconosciuto) garantisce
la conformità di un prodotto o un processo rispetto a una serie di norme o requisiti prefissati attraverso una certificazione di conformità, sottoposta a verifiche periodiche.
La qualità come prospettiva di sistema condivisa all’interno dell’Alma Mater
A livello istituzionale la qualità viene considerata sia come caratteristica identitaria di ogni istituzione di formazione superiore sia come lo strumento attraverso il quale queste istituzioni si propongono l’obiettivo di sviluppare quelle competenze che le pongano in grado di creare processi di qualità interni e di sottoporsi alle agenzie esterne nazionali e internazionali.
La politica di qualità è funzionale anche alla necessità di rispondere in modo competitivo a diverse sollecitazioni nell'ambito della didattica, della ricerca, dei processi amministrativi e organizzativi e delle domande della società, dando conto, allo stesso tempo, della capacità di utilizzare in modo efficace i finanziamenti e assolvere il ruolo assegnato.
Non bisogna dimenticare, inoltre, che le prospettive con cui si guarda alla qualità coinvolgono sempre tre aspetti cruciali:
l'input (le risorse umane, strutturali, finanziarie di contesto con cui l'istituzione può operare)
l'output (i risultati dell'attività istituzionale che possono essere associati con i concetti di efficacia, efficienza, eccellenza)
il processo (le attività istituzionali che consentono di raggiungere i risultati; tra queste sono incluse le strutture di governance, i processi decisionali, le procedure amministrative).
Il tema della qualità comporta quindi, per essere efficace, una prospettiva di sistema che deve essere condivisa dall'intera organizzazione. È questo un punto fondamentale: o la cultura della qualità è condivisa all’interno della istituzione o deve essere calata dall’alto attraverso pratiche che nel migliore dei casi sono considerate appesantimenti burocratici, nel peggiore come forme indebite di controllo.
Nel recente dibattito internazionale alcuni documenti affrontano ulteriori nodi strategici.
In primo luogo, la tensione tra le regolamentazioni che comportano i processi di assicurazione di qualità e il potenziale di creatività ed innovazione che deve essere preservato e favorito, perché si danno casi in cui viene valutato non di qualità una ricerca o un percorso formativo per il solo fatto di non adeguarsi al mainstream di una data disciplina.
In secondo luogo, si fa riferimento a possibili situazioni in cui si determina una contraddizione tra la ricerca dell’eccellenza e i processi di inclusione, entrambi principi identitari delle istituzioni di formazione superiore europei.
Il Programma Rettorale 2009-2013: Iniziative e Strumenti
-
Accelerare il dibattito sulla qualità con il coinvolgimento di tutte le componenti della comunità accademica. Soltanto attraverso un processo: di chiarimento dei concetti, di esplicitazione delle ragioni che pongono la qualità quale obiettivo strategico, di definizione degli strumenti per raggiungerla si potrà arrivare a quella situazione di condivisione generalizzata che farà della qualità un momento forte della cultura dell’Alma Mater.
-
Attivare un processo inclusivo che coinvolga nel dibattito sulla qualità, già avviato, l’intera comunità universitaria: docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo. Oggetto del dibattito è il chiarimento dei concetti, l’enunciazione delle motivazioni che pongono la qualità quale obiettivo strategico, la definizione degli strumenti per raggiungerla.
-
I Rapporti periodici del Nucleo di Valutazione d’Ateneo devono essere considerati uno strumento importante per diffondere all’interno dell’Alma Mater non solo una cultura della qualità generica, ma una riflessione critica e autocritica sulle problematiche affrontate dal Nucleo: la valutazione della didattica (Lauree e Lauree Specialistiche, Master, Mobilità internazionale degli studenti), la valutazione del dottorato di ricerca, la valutazione della ricerca (il processo di peer review dei Dipartimenti, la produttività, i finanziamenti alla ricerca e le performance nel Prin), la valutazione dell’assetto economico finanziario, la valutazione del personale e delle attività amministrative.
-
Proprio perché dobbiamo diffondere la cultura della qualità è necessario che si utilizzino i vari strumenti in relazione alla funzione per la quale sono stati creati. Un esempio. L’Osservatorio della Ricerca ha risposto alla necessità dell’Ateneo di conoscere e catalogare la produzione scientifica annuale e alla organizzazione della prima valutazione attraverso la peer review. Questa raccolta di informazioni, che impegna le giornate di molte colleghe e molti colleghi e che ha attualmente l'obiettivo di "misurare" la produzione scientifica, non dovrebbe essere utilizzata per un fine diverso come la ripartizione delle risorse. L’Osservatorio della Ricerca d’intesa con il Nucleo di Valutazione di Ateneo dovrebbe passare ad una fase successiva assumendosi obiettivi di organizzazione sistematica della valutazione.
-
Sviluppare la consapevolezza che le diversità che compongono il nostro Ateneo rendono necessario individualizzare bene le condizioni di adeguatezza che sono caratteristiche dei diversi percorsi rispetto alle esigenze che si propongono di soddisfare. Questo è vero per quanto riguarda le diversità nella valutazione della ricerca tra ambiti tecnico-scientifici e ambiti più di carattere umanistico, ma è vero anche nella valutazione dei processi formativi come è dimostrato nel capitolo tematico sulla Formazione.
-
Questa considerazione delle differenze è una necessità se riferita a una Università pubblica, generalista e di massa come la nostra, in cui criteri di valutazione simili applicati a situazioni profondamente diverse generano disagio e ingiustizia.
-
Definire meccanismi premianti che tengano conto delle valutazioni di qualità realizzate a questo fine.
-
Pubblicizzare la ricerca della qualità che abbiamo intenzione di portare avanti all’esterno per chiarire, in primo luogo, i concetti e fare sì che anche la società, in tutte le sue componenti (dal sistema imprenditoriale alle autorità politiche fino ai mezzi di comunicazione di massa) adotti una cultura della qualità che vada oltre la mitizzazione delle “classifiche”.
-
Abbiamo il compito non solo di diffondere la cultura della qualità al nostro interno, ma anche all’interno della società per creare una relazione più matura, efficace e responsabile.
Che cosa ciò comporti nella pratica del nostro agire lo verificheremo più in dettaglio quando parleremo di qualità rispettivamente nella formazione, nella ricerca e nella amministrazione.
O la qualità è un concetto che si applica trasversalmente a tutte le nostre attività o si riduce a mera espressione discorsiva.
| < Prec. | Succ. > |
|---|



Nuovo Programma 
