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Priorità per Costruire una Università Europea

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Come Rettore dell’Alma Mater proporrò alle colleghe e ai colleghi docenti, al personale amministrativo e tecnico e agli studenti una visione che permetta di progettare lo sviluppo del nostro Ateneo nei prossimi anni, tenendo conto sia del contesto nazionale, fortemente influenzato dalle decisioni governative, sia del contesto europeo e mondiale all’interno del quale dobbiamo ridefinire l’identità dell’Università di Bologna.

Questa visione si deve concretizzare nei primi provvedimenti che saranno presi a partire dal prossimo novembre.

Si tratta di priorità che sono, a un tempo, credibili nella loro fattibilità e in grado di anticipare il percorso verso cui tendere.

 

Condividere il passaggio da una Autonomia a Scarsa Responsabilità a una Autonomia Responsabile

 

Fino ad oggi ci siamo mossi in un orizzonte di autonomia a bassa responsabilità.

In assenza di processi di valutazione (sia a livello nazionale sia a livello locale) in grado di porre in atto meccanismi premianti secondo il merito, la tensione verso risultati positivi non è stata la molla principale dello sviluppo del nostro sistema universitario.

L’Autonomia Responsabile costituisce oggi l’orizzonte verso cui tendere -anche in conseguenza della decisione governativa di distribuire parte dell’FFO secondo variabili di qualità- spostando l’obiettivo del nostro agire verso la valutazione dei risultati raggiunti nella formazione, nella ricerca, nell’attività amministrativa.

Autonomia responsabile significa, in primo luogo, l’identificazione chiara e immediata degli organi di governo e delle strutture che sono responsabili delle diverse scelte e che devono rendere conto dei risultati raggiunti. Ogni decisione deve specificare l’obiettivo che vuole raggiungere e devono essere messi in campo meccanismi di valutazione del raggiungimento o meno di tali obiettivi: autonomia, responsabilità, valutazione e rendicontazione.

Questa Cultura della Autonomia Responsabile deve diventare, attraverso opportune iniziative di diffusione e di coinvolgimento, patrimonio condiviso della comunità dell’Alma Mater.


 

Costruire la Governance per una Autonomia Responsabile


 

Tenendo conto anche delle indicazioni governative sulla governance, dovremo promuovere una Revisione dello Statuto di Ateneo che si incentri, principalmente, sul raggiungimento di un rapporto tra Rettore, Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione che porti ad un equilibrio tra partecipazione, autogoverno, efficacia decisionale, trasparenza e responsabilità verso gli stakeholders.

Il Senato Accademico (rappresentativo delle strutture didattiche e di ricerca e di tutte le componenti dell’Università) sarà l’organo responsabile della definizione delle scelte strategiche che interessano i processi formativi e di ricerca.

Il Consiglio di Amministrazione (in cui i componenti esterni devono essere proposti dalle strutture che rappresentano, compresi gli enti di sostegno della Romagna) è l’organo che deve verificare la sostenibilità finanziaria delle decisioni del Senato e, in caso positivo, allocare le risorse in maniera funzionale alle decisioni prese, con un controllo successivo da parte dello stesso Senato.

Il Rettore deve svolgere funzioni di garante delle scelte strategiche dell’Ateneo, di rappresentante dell’Università all’esterno e mostrare la capacità di incanalare i vari interessi all’interno della strategia dell’Alma Mater tesa al raggiungimento di un’alta qualità.

E’ importante che di ciascun organo siano definite le funzioni per riuscire a individuare le responsabilità e valutare i risultati raggiunti.


 

Costituire la Squadra di Consulenza e di Governo


 

Per governare i processi complessi di un Ateneo come l’Alma Mater costituirò una Squadra di collaboratori che ricopra due funzioni: di consulenza nella presa di decisione e di collaborazione nel governo dell’Ateneo.

Per questa ragione la squadra sarà composta da una quindicina di colleghe e colleghi esperti e competenti nelle diverse tematiche (formazione, ricerca, internazionalizzazione, sviluppo edilizio, decentramento, amministrazione e sistemi gestionali, studenti, pari opportunità, ricercatori) sulle quali si dovranno prendere decisioni. Questi colleghi e colleghe rappresentano un vero e proprio team di consulenza non del Rettore, ma dell’Ateneo.

Su ogni problematica rilevante i colleghi e le colleghe che hanno le competenze specifiche richieste, elaboreranno un dossier sul contesto specifico, sulle possibili decisioni e sui vantaggi e svantaggi che ciascuna decisione comporta, offrendo a tutto l’Ateneo quella base informativa e conoscitiva comune che permetterà di assumere decisioni con modalità più razionali e funzionali rispetto all’interesse dell’Alma Mater come istituzione e non come luogo di una continua mediazione tra interessi contrapposti.

Alcuni componenti di questa squadra avranno una responsabilità più diretta di governo (nell’attuale statuto sono i Pro Rettori) con una delega chiara e rappresentativa che permetta loro di essere effettivamente il momento di congiunzione tra il rettore, la macchina amministrativa, i docenti e le strutture didattiche e di ricerca.


 

Programmazione immediata della Formazione e dei Ruoli dei prossimi cinque anni


 

Dobbiamo definire una Programmazione Sostenibile dell’Offerta Didattica e dei Ruoli dei prossimi 5 anni tenendo conto: dei pensionamenti, delle caratteristiche dei corsi di studio (non duplicazione, anche nel contesto regionale; attrattività; un chiaro progetto culturale, didattico e di ricerca; il placement e altre variabili), del monte ore massimo da attribuire alla didattica dei ricercatori pari a 60, della necessità di riequilibrio rispetto allo sviluppo storico, delle possibilità di turn over indotte dalla riduzione di bilancio e del rapporto tra ricercatori, associati, ordinari nell’utilizzo del budget del turn over, così come previsto nella Legge 1/09.

Perché l’offerta didattica sia sostenibile è, infatti, necessario che la programmazione tenga conto, contemporaneamente, di tutte queste variabili per non trovarci in situazioni in cui la copertura dei “corsi scoperti” porti ad un incremento inaccettabile del monte ore, in primo luogo, dei ricercatori, e anche di tutti gli altri docenti con conseguenze negative non soltanto sulla qualità dell’offerta didattica, ma anche sulla ricerca portata avanti.

Come Rettore vigilerò perchè la programmazione sia effettivamente sostenibile e permetta progressioni di carriera sia per i Ricercatori sia per le colleghe e i colleghi Associati che non mortifichino le giuste attese dei docenti più meritevoli.


 

Prime Indicazioni al Nuovo Direttore Amministrativo: Ripensare l’Amministrazione dalle Strutture Decentrate e Semplificare i Processi Decisionali


 

Se il fine dell’Alma Mater è raggiungere risultati di qualità, l’attività della amministrazione deve spostare il suo focus: dal prevalere di interventi di controllo procedurale ex-ante a un porsi fattivamente quale ausilio alle attività dei docenti sia nella didattica sia nella ricerca, contribuendo al raggiungimento di risultati positivi.

La prima indicazione che darò al nuovo Direttore Amministrativo sarà di ripensare l’organizzazione dell’amministrazione privilegiando come prioritarie le necessità delle strutture che producono didattica (Facoltà e Corsi di Studio) e ricerca (i Dipartimenti). L’amministrazione centrale deve strutturarsi per essere funzionale a queste esigenze prioritarie.

Da ciò deriva non soltanto la necessità di ridistribuire il personale, ma anche di portare avanti processi di formazione per sviluppare professionalità che siano maggiormente funzionali ai nostri bisogni.

Una autonomia responsabile implica, poi, l’eliminazione di tutti quei vincoli e lacci regolamentari che incidono sull’efficacia del nostro agire.

I sistemi di gestione devono concedere il massimo di libertà alle strutture per potere poi verificare i risultati raggiunti.

Alla definizione delle funzioni da attribuire a ciascuno degli organi deve affiancarsi un deciso processo di semplificazione di quei processi decisionali oggi ripetitivi, farraginosi e con funzioni sovrapposte. Una percentuale notevole delle nostre attuali procedure non risponde a imposizioni di legge, ma alle consuetudini che ci siamo date in questi anni in seguito alle modifiche parziali dello Statuto. Semplificare e rendere efficaci le procedure, pur mantenendole rappresentative e legittime, dipende solo da noi.

L’insieme di queste iniziative deve anche contribuire a liberare il tempo di noi docenti da pratiche inutili per permetterci di concentrarci sulla ricerca e la didattica.

 

Convocazione immediata del Comitato dei Partner


 

Nel mio Programma ho proposto di costituire un Comitato dei Partner (presente anche nel documento del Miur come “organismo di collegamento con la comunità locale e nazionale”) composto dai rappresentanti degli enti locali delle città in cui siamo presenti, della Regione, delle Fondazioni, degli enti di sostegno, delle associazioni del mondo produttivo, della cultura e da chi maggiormente finanzia l’Ateneo.

Questo organo rappresenterà il luogo in cui si definiscono le relazioni tra l’Alma Mater e il territorio in cui è presente per raggiungere gli obiettivi di qualità condivisi tra l’Ateneo e i suoi partner-sostenitori. Tutte le problematiche sulla “distanza ed estraneità” tra l’Ateneo e le amministrazioni delle città (ad iniziare da Bologna) devono venire discusse e trovare soluzioni strategiche a partire dalla prima riunione del Comitato dei Partner che convocherò appena eletto.


 

Ricercatori e Elettorato Attivo e Passivo per Ricercatori e Personale Amministrativo e Tecnico


 

La Programmazione della Formazione e dei Ruoli che attiverò fin dal prossimo novembre terrà conto sia della quantità di tempo per la ricerca sia delle necessità di risorse e strutture che i ricercatori devono avere per progredire nella carriera, anche alla luce delle nuove norme sul reclutamento incentrate sull’abilitazione scientifica nazionale.

Mi impegno alla approvazione entro l’estate 2010 della:

 - estensione dell’elettorato attivo per l’elezione del Rettore a tutti i ricercatori non-confermati e al personale amministrativo e tecnico; 

- partecipazione di tutti i ricercatori (confermati e non) nei Consigli di Facoltà e l’elettorato attivo per l’elezione del Preside; 

- partecipazione significativa dei rappresentanti dei ricercatori (confermati e non) negli organi decisionali che usciranno dalla riforma della governance d’Ateneo.


 

Interventi immediati per affermare la Dignità dei Docenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia


 

La specificità delle nostre colleghe e dei nostri colleghi clinici –che all’attività didattica e di ricerca aggiungono l’assistenza- li pone, attualmente, in una situazione di debolezza rispetto all’Azienda Ospedaliera che pone in atto iniziative di vario tipo che ne pregiudicano la dignità e i diritti in quanto universitari. L’amministrazione universitaria non è, d’altra parte, in grado di sostenere la posizione dei docenti con efficacia.

Per questa ragione come Rettore mi muoverò per un cambiamento immediato.

Al nuovo Direttore Amministrativo darò indicazione di essere una amministrazione al fianco delle colleghe e dei colleghi della Facoltà di Medicina e Chirurgia in una situazione di grande delicatezza in cui si tratta di riguadagnare al più presto i nostri spazi, le nostre strutture, la nostra dignità.

Io stesso, in un gioco di squadra con il Preside di Facoltà, e con l’autorevolezza che ho conquistato in questi anni rappresenterò con decisione nei confronti della direzione del S.Orsola, del SSR e del Ministero gli interessi, anche economici, dei docenti di Medicina e Chirurgia.

Nell’ambito della Facoltà è necessario considerare anche le giuste rivendicazioni delle colleghe e dei colleghi degli insegnamenti pre-clinici.


 

Primi Interventi per una Cultura della Sostenibilità dell’Alma Mater


 

Porre in atto strategie e misure capaci, nell’immediato, di gestire l’impatto ambientale degli edifici, dei laboratori o della mobilità universitaria per poi affrontare il tema dello sviluppo sostenibile quale occasione, per l’Alma Mater, di fare cultura sullo sviluppo sostenibile, in primo luogo innovando la nostra ricerca e offerta formativa per rispondere a una crescente domanda sociale.

Propongo, di conseguenza, di costituire un Sistema di Gestione Ambientale di Ateneo che sarà in grado di coordinare e programmare gli interventi di impatto ambientale, da un lato, e quelli di innovazione della nostra offerta formativa e di ricerca, dall’altro.


 

Come Ripensare il Piano Edilizio

Lo sviluppo edilizio, essendo strettamente legato al miglioramento della qualità delle prestazioni dell’Alma Mater in senso lato, deve rispondere a precise scelte di riequilibrio per porre tutte le nostre articolazioni didattiche e di ricerca su di un piano di parità nelle risorse di spazi.

Prioritari sono il completamento di quanto già iniziato, la ricerca di fondi, anche innovando le modalità fino ad oggi praticate, per quanto progettato e una gestione che porti al rispetto dei tempi.

Mi impegnerò anche alla redazione e gestione oculata dei Protocolli di Intesa con le amministrazioni comunali, considerati come iniziative di grande progettualità politico -urbanistica che, tendenzialmente, ridisegneranno non solo gli assetti urbanistici delle città in cui siamo insediati, ma la qualità delle relazioni sociali, economiche, culturali e così via.

La presenza di un Polo universitario obbliga tutti i soggetti del territorio a ripensarne lo sviluppo e noi, come Alma Mater, dobbiamo essere attori attivi nel proporre punti di vista che contemplino l’interesse dell’Ateneo e della comunità che ci ospita.

 

Interventi per Mantenere i Primati e Migliorare la Qualità dell’Internazionalizzazione


 

Dobbiamo, in primo luogo, predisporre interventi che ci permettano di mantenere il primato negli scambi degli studenti e nei programmi europei di formazione, a partire dall’Erasmus Mundus.

Dobbiamo definire in maniera chiara i compiti e le funzioni dei Centri Linguistici Interfacoltà (CILTA e CLIRO) e ribadire l’importanza della conoscenza viva delle lingue straniere in un Ateneo che si vuole connotare come Ateneo europeo.

Dobbiamo predisporre interventi per aumentare il numero degli studenti stranieri regolarmente iscritti; incrementare l’offerta formativa in lingua straniera; l’attrattività verso docenti stranieri, anche predisponendo strumenti adeguati di accoglienza; incrementare le professionalità dell’amministrazione che si pongano con competenza tra noi ricercatori e le strutture amministrative locali, nazionali ed europee.


 

Misure per migliorare la Ricerca e i Dottorati di Ricerca

 

Porre in atto immediatamente una riflessione su compiti, funzioni, modalità di intervento e obiettivi del Sistema di Ricerca d’Ateneo coinvolgendo le colleghe, i colleghi e le strutture maggiormente interessate.

Porre all’ordine del giorno una politica di accorpamento dei Dipartimenti che risponda ad un disegno culturale e di adeguamento alle nuove caratteristiche della ricerca scientifica internazionale, in attesa che il Ministero deliberi in relazione alla riorganizzazione di una struttura interna degli Atenei che attribuisca a strutture organizzative di base la responsabilità sia della didattica sia della ricerca.

Introdurre misure per finanziare i dottorati di ricerca e per migliorarne la qualità, mobilità e attrattività.

Predisporre iniziative per facilitare l’attività di ricerca, in relazione alle dotazioni delle strutture, alla gestione amministrativa e alla capacità di attrarre fondi.


 

Prepararsi ai Processi di Valutazione della Didattica, Ricerca e Amministrazione


 

Dobbiamo ripensare, anche in funzione della significatività che la valutazione della qualità ha nella distribuzione dell’FFO, il ruolo e la funzione degli strumenti che abbiamo attivato, a partire dal Nucleo di Valutazione e dall’Osservatorio della Ricerca. E’ necessario passare da obiettivi di carattere classificatorio a obiettivi valutativi che attivino meccanismi premianti, tenendo conto anche del dibattito e di ciò che è realizzato in Europa.

In questo ripensamento dobbiamo sottolineare la rilevanza delle differenze tra le diverse strutture del nostro Ateneo e delle conseguenze che tali differenze hanno sui processi di valutazione.


 

Misure di miglioramento dall’Orientamento, Accoglienza e Servizi agli Studenti

 

I fattori di debolezza dell’Alma Mater fanno riferimento agli abbandoni al I anno, alla regolarità degli studi, ai crediti acquisiti, alla percentuale di iscritti in corso e ai laureati in corso, da un lato, agli insegnamenti attivati, ai docenti di ruolo per insegnamento, ai docenti di ruolo per studente, ai posti aula per studente, agli stage per studente, dall’altro.

Si tratta di criticità significative perché penalizzano il nostro Ateneo a livello di valutazione, anche ministeriale, incidendo negativamente sui fondi distribuiti e perché incidono negativamente sul rapporto di fiducia con le famiglie e gli studenti che affidano a noi il loro percorso formativo.

E’ quindi necessario, partendo dai risultati delle analisi portate avanti fino ad oggi, organizzare un efficiente Sistema di Orientamento e di Tutoraggio di Ateneo in ingresso, in itinere e in uscita, su questi obiettivi: diminuire drasticamente gli abbandoni nel primo anno; incrementare l’attrattività dell’offerta formativa; aumentare la produttività degli studenti durante il corso di studi; rafforzare il placement e l’ingresso nel mercato del lavoro al termine del percorso universitario.

Un altro ambito di intervento riguarda il miglioramento qualitativo dei Servizi agli Studenti in un’ottica europea in relazione alla accoglienza, agli aiuti economici, alla ricerca alloggi, alla mensa, ai servizi sanitari, sportivi, ricreativi, culturali.

Si devono, infine, predisporre iniziative, anche con le amministrazioni e le strutture del territorio, per migliorare la qualità di vita degli studenti all’interno e all’esterno dell’Università.


 

Attivare Strumenti in grado di Affermare i Diritti delle Persone e le Pari Opportunità


 

Nell’ambito di una politica tesa a garantire in maniera attiva, rigorosa e responsabile il rispetto dei diritti fondamentali delle persone è necessario impostare iniziative, anche formative e di ricerca, che promuovano una cultura e una pratica delle pari opportunità e del rispetto delle norme etiche partendo da quanto fin qui predisposto.

In particolare, si deve porre, con immediatezza, il Comitato per le Pari Opportunità d’Ateneo in grado di riprendere la propria attività e si deve verificare il funzionamento della Commissione Etica di Ateneo.

 

Ripensare il Ruolo e gli Strumenti operativi della Fondazione Alma Mater

 

La Fondazione Alma Mater dovrà, da un lato, accentuare i propri interventi nell’ambito dell’attività di Fund Raising, Merchandising e Associazione Alumni, dall’altro, individuare le nuove richieste di formazione non curriculare esistenti sul mercato per organizzarne l’offerta, coinvolgendo in maniera attività e incentivante i docenti e le strutture dell’Alma Mater.


 



 

Questi interventi prioritari porteranno a risultati positivi e duraturi perché, come Rettore, intendo coinvolgere, fin dalla nomina, l’intera comunità dell’Alma Mater (studenti, docenti, personale amministrativo e tecnico) in una visione che, da un lato, ribadisca la missione formativa, educativa e di ricerca propria di una Università pubblica e, dall’altro, si confronti con le nuove sfide che ci impongono di passare da una autonomia con scarsa responsabilità ad una autonomia responsabile in cui saremo giudicati per i risultati che raggiungeremo.

 

 

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