Il Programma Rettorale 2009-2013: Priorità Programmatiche
1. Recuperare il senso di appartenenza nel processo di costruzione di identità dell’Alma Mater.
2. Ribadire i principi contenuti nella Costituzione della Repubblica Italiana, nella Magna Charta Universitatum, nello Statuto del nostro Ateneo.
3. Coniugare i principi con la responsabilità attraverso un patto civile da proporre alla società sia attraverso i nostri comportamenti sia attraverso strumenti comunicativi quali la Carta dei Valori e il Bilancio Sociale.
Oggi, forse più ancora che negli anni passati, abbiamo la responsabilità di mantenere e sviluppare l’identità di una università pubblica le cui radici sono ben piantate nell’XI secolo e i cui rami svettano già nel terzo millennio.
L’Italia, più di altri paesi, relega la ricerca e la formazione superiore agli ultimi posti delle priorità nazionali. Una scelta colpevole perché il nostro Paese può riprendersi dalla crisi in cui si trova solo ponendo al centro dello sviluppo l’innovazione e la formazione.
Questo disinteresse si accompagna ad una aperta ostilità nei confronti del sistema universitario, al quale, nonostante tutto, le famiglie continuano ad affidare la formazione e il futuro delle proprie figlie e dei propri figli.
Rimotivare il senso di appartenenza all’Alma Mater
Pur in questa situazione che, sinceramente, ci sta portando verso uno stato personale di profonda frustrazione, dobbiamo ritrovare le motivazioni della nostra scelta e reagire sia modificando quei comportamenti che hanno contribuito, almeno in parte, a creare una immagine così negativa delle università, sia ribadendo la necessità di riportare la nostra Alma Mater al centro della società italiana ed europea.
In questi anni per motivi istituzionali ho incontrato decine e decine di colleghe e colleghi, rettori e personalità appartenenti a molte nazioni. Tutti hanno manifestato un senso di rispetto e di ammirazione per l’Alma Mater, una istituzione che rappresenta per tanti la culla dell’istruzione superiore non solo europea, ma mondiale.
Questi 920 anni di storia - che tanti studenti ignorano e che per alcuni colleghi rappresentano una sorta di “ingombro retorico” – sono considerati dai colleghi universitari e dalle élite culturali di molti paesi un tratto caratterizzante della nostra identità. Non è tanto un riferimento alla tradizione in sé, quanto all’orgoglio che in occasione del Nono Centenario il nostro Ateneo ha condiviso con le università di tutto il mondo. Orgoglio per la nostra missione in favore di una formazione e una ricerca libere, autonome e, al contempo, responsabili verso la società.
Rimotivare ciascuno di noi, pur in circostanze in cui prevale il disagio e la pesantezza di una quotidianità difficile, è l’obiettivo prioritario di chi si propone di guidare la nostra Alma Mater.
La Carta Costituzionale, la Magna Charta Universitatum, lo Statuto
In questo percorso di rafforzamento dell’identità dell’Alma Mater e del nostro senso di appartenenza dobbiamo, in primo luogo, ribadire i principi contenuti nell’art.1 del nostro Statuto emanato nel 1993, là dove si fa riferimento esplicito a due fonti autorevoli: la Costituzione della Repubblica Italiana (specialmente per quanto attiene allo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica, art. 9; alla libertà d’insegnamento, art. 33; al diritto per i capaci e meritevoli di raggiungere i gradi più alti degli studi, art. 34) e la Magna Charta Universitatum, sottoscritta venti anni fa, qui a Bologna, da centinaia di Università. Questo documento, di cui si riconosce universalmente il valore morale, riafferma non solo che l’attività didattica è inscindibile da quella della ricerca, ma che “per essere aperta alle necessità del mondo contemporaneo” l’Università deve avere “indipendenza morale e scientifica nei confronti di ogni potere politico e economico” e “libertà di insegnamento, di ricerca, di formazione quale principio fondamentale di vita”.
Nell’art.1 dello Statuto si sostiene che l’Università di Bologna “afferma il proprio carattere laico, pluralistico e indipendente da ogni orientamento ideologico, religioso, politico o economico”.
Si afferma pure che lo scopo dei “propri compiti primari, quali la promozione e l'organizzazione della ricerca scientifica e dell'istruzione superiore” ha come fine il perseguimento di “un sapere critico, aperto al dialogo, allo scambio di informazioni, alle necessità inderogabili della cooperazione e della interazione delle culture, nel rispetto delle libertà, della scienza e dell'insegnamento”.
In riferimento ai principi generali contenuti nel nostro Statuto – e che non costituiscono, al momento, materia di dibattito nella Commissione Congiunta per la revisione dello Statuto – non possiamo che riaffermarne l’attualità, ricordando che in questi ultimi vent’anni si è sviluppata, a livello internazionale, la consapevolezza che tali principi debbano accompagnarsi ad un comportamento degli Atenei che assuma maggiormente su di sé alcune responsabilità verso la società.
La Dichiarazione di Bologna
Non a caso, la cosiddetta Dichiarazione di Bologna su “Lo spazio Europeo dell’istruzione superiore” (sottoscritta nella nostra Aula Magna il 19 giugno 1989 dai Ministri di 29 Paesi dell’Istruzione Superiore Europei, ai quali se ne sono aggiunti altri 17) sostiene che “l’indipendenza e l’autonomia delle Università garantiscono il costante adeguamento del sistema dell’istruzione superiore e della ricerca all’evolversi dei bisogni e delle esigenze della società e della conoscenza”.
Il Programma Rettorale 2009-2013: Iniziative e Strumenti
1 Progettare iniziative concrete che rafforzino il senso di appartenenza all’Alma Mater di tutto il personale, prestando un’attenzione particolare ai modi in cui lo si può far crescere tra gli studenti. Solo se riusciamo a ritrovare, partendo da noi stessi, le ragioni che fanno di un insieme di persone una comunità si attiverà un rapporto virtuoso di fiducia e credibilità che incrementerà la nostra percezione di appartenere alla comunità dell’Alma Mater.
2 Affermare scelte strategiche e comportamenti quotidiani che rispettino ed attuino i princìpi contenuti nella Costituzione della Repubblica Italiana, nella Magna Charta Universitatum, nello Statuto del nostro Ateneo e nella Dichiarazione di Bologna.
3 Fare sì che i principi di indipendenza, autonomia, pluralismo, libertà di insegnamento e di ricerca, diritto allo studio vengano riconosciuti, difesi e resi effettivi da parte dei governi e delle istituzioni internazionali, nazionali e locali.
4 In cambio le Università si impegnano a restituire alla società quanto la società offre loro, attraverso un patto civile di reciproca responsabilizzazione.
5 Per sancire pubblicamente questo patto è possibile comunicarlo sia attraverso l’adozione di una Carta dei Valori sia attraverso la redazione di un Bilancio Sociale.
6 Porre all’interno di tale patto l’accettazione, se non la richiesta, da parte dei sistemi universitari di essere sottoposti a rigorosi e condivisi processi di valutazione del loro operato.
7 Attuazione di iniziative specifiche che riaffermino la centralità dell’Alma Mater attraverso un grande sforzo partecipato, condiviso e collettivo -di tutti noi- per la costruzione di una identità basata su di una visione che fa riferimento ai principi qui proposti e alle responsabilità che ne conseguono.
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