Il Programma Rettorale 2009-2013: Priorità Programmatiche
1. Organizzare un efficiente Sistema di Orientamento e di Tutoraggio di Ateneo, specialmente in ingresso e in uscita, su questi obiettivi: diminuire drasticamente gli abbandoni nel primo anno; incrementare l’attrattività dell’offerta formativa; aumentare la produttività degli studenti durante il corso di studi; rafforzare il placement e l’ingresso nel mercato del lavoro al termine del percorso universitario.
2. Riaffermare la rilevanza del Servizio di Aiuto Psicologico (SAP) che ha fino ad oggi, in un’ottica di servizio di livello europeo, analizzato mediante colloqui individuali con operatori del Dipartimento di Psicologia i motivi di disagio psicologico degli studenti offrendo un valido intervento di sostegno.
3. Ripensamento del Diritto allo Studio sia in relazione ai criteri che alle risorse assegnate per adeguarlo alla situazione studentesca odierna e alle innovazioni intervenute nell’offerta formativa.
4. Miglioramento qualitativo dei Servizi agli Studenti in un’ottica europea in relazione alla accoglienza, agli aiuti economici, alla ricerca alloggi, alla mensa, ai servizi sanitari, sportivi, ricreativi, culturali. Si deve tendere a migliorare la qualità di vita degli studenti all’interno e all’esterno dell’università.
5. Partecipazione attiva degli studenti ai processi decisionali che li riguardano sia all’interno delle strutture universitarie sia in quelle esterne.
L'aspetto della dimensione sociale è un elemento che è emerso come sempre più rilevante nella costruzione di uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore soprattutto negli ultimi anni. Tutti i Paesi che partecipano al Processo di Bologna si sono impegnati a presentare entro il 2009 un piano di azione nazionale su queste tematiche, ovvero sulle pari opportunità nell'istruzione superiore in termini di accesso, partecipazione, completamento degli studi, condizioni di vita e di studio, orientamento e assistenza, sostegno finanziario, pari opportunità nella mobilità e, non ultimo, nella partecipazione alla governance delle Istituzioni universitarie.
Evidentemente per raggiungere questi obiettivi è necessario disporre di adeguati strumenti di conoscenza della composizione del corpo studentesco rispetto alla composizione sociale complessiva e predisporre strumenti efficaci di collaborazione e coordinamento dei servizi e delle politiche di sostegno agli studenti.
L’ Alma Mater dovrà sia giocare un ruolo importante nell’incidere sulla posizione che prenderà il nostro Paese a livello europeo sia porsi seriamente questo problema nell’ambito della nostra regione. La dimensione regionale viene invocata anche perché è alla Regione che è demandata la responsabilità delle strutture del Diritto allo Studio. Attualmente una unica azienda regionale (ER-GO) è subentrata alle quattro aziende per il diritto di studio universitario precedenti.
Per quanto riguarda l’ Italia, in generale, tutte le ricerche ci dicono che la formazione universitaria non costituisce una struttura di mobilità sociale efficace. Esistono impedimenti correlati allo stato sociale degli studenti che incidono negativamente a livello di ingresso e di percorso universitario e, successivamente, nella ricerca di un lavoro.
L’Alma Mater non fa eccezione.
I 92000 studenti iscritti (in diminuzione progressiva nelle sedi universitarie di Bologna) devono sostenere una spesa che si aggira sui 1000 euro mensili, il che, nonostante gli aiuti nell’ambito del diritto allo studio (lo scorso anno tutti gli 8242 studenti idonei hanno ottenuto la borsa di studio) riduce sensibilmente la presenza di studenti appartenenti non solo alle fasce sociali più deboli ma anche a quelle medie.
La formazione superiore nel nostro Paese fornisce un contributo insufficiente all’incremento del capitale sociale, di cui peraltro necessitiamo per uscire dalla crisi non solo economica nella quale siamo, e propone un sistema universitario poco efficiente e lontano dalle prestazioni di quelli dei più importanti paesi europei. In particolare in riferimento all’elevato tasso di abbandono (al primo posto tra i paesi Ocse), allo scarso numero di laureati e di specializzati, alla esigua presenza di studenti stranieri.
Anche in questo caso, nonostante quanto abbiamo fatto in questi anni, non costituiamo una eccezione, soprattutto in relazione all’andamento di avvio della carriera universitaria e alla regolarità del percorso.
Le ragioni di queste debolezze si spiegano, in parte, con il carattere generalista del nostro Ateneo, con l’elevata percentuale (50%) di studenti da extra regione e stranieri (per altri versi un elemento assolutamente positivo) con il caro vita, specialmente della città di Bologna.
Le maggiori criticità, tuttora non risolte e ricordate nel “Seminario sulla Valutazione della Didattica nell’Ateneo bolognese” del 16 giugno scorso, sono:
un elevato numero di matricole (in media 2500 all’anno) che non perfeziona l’iscrizione al I anno in quanto non paga la seconda rata;
un elevato numero di matricole (attorno a 4000 all’anno) che non perfeziona l’iscrizione al secondo anno;
un numero medio di crediti relativi al I anno e acquisiti al 31/10 del secondo di 33 (sui 60 crediti teorici) con un range da 21 a 49 che mostra diversità di comportamento nei diversi corsi di studio;
un numero medio di crediti relativi al II anno e acquisiti al 31/10 del terzo pari a 98 (sui 120 teorici) con un incremento di ben 25 crediti tra il 06/07 e i tre anni precedenti;
una media di 57,7% di studenti (con un range significativo tra il 30 e il 71) che ritiene accettabile il carico complessivo degli insegnamenti ufficiali dell’anno;
una media di 56,3% di studenti (con un range sempre molto significativo tra 24 e 71) che ritiene l’organizzazione complessiva (orario, esami intermedi e finali) degli insegnamenti accettabile
tenendo conto dei limiti delle indagini sugli Atenei, dall’ultima indagine del Censis emerge che i fattori di debolezza dell’Alma Mater sono:
1. la produttività: abbandoni al I anno, regolarità degli studi, crediti acquisiti, iscritti in corso, laureati in corso e così via;
2. la didattica: insegnamenti attivati, docenti di ruolo per insegnamento, docenti di ruolo per studente, posti aula per studente, stage per studente e così via.
Si tratta di criticità significative perché penalizzano il nostro Ateneo a livello di valutazione, anche ministeriale, incidendo negativamente sui fondi stanziati.
Sono gravi anche perché incidono negativamente sul rapporto di fiducia con le famiglie e gli studenti che affidano a noi il loro percorso formativo.
Il Programma Rettorale 2009-2013: Iniziative e Strumenti
1 Il prossimo quadriennio si qualificherà per un particolare intervento in favore di: un Sistema di Orientamento e di Tutorato di Ateneo (declinato nelle dimensioni di Polo e di Facoltà), di una politica di Diritto allo Studio, inteso in senso ampio come qualità della vita dello studente e di un rafforzamento del Servizio di Aiuto Psicologico (SAP) quali strumenti necessari di sostegno della didattica. Il Piano Strategico di Ateneo ha sviluppato, in particolare, gli incentivi all’orientamento in considerazione anche del fatto che molti indicatori ministeriali fanno riferimento a queste problematiche . A tali indicazioni, testate nelle loro possibilità di riuscita, è utile fare riferimento.
2 Il Sistema di Orientamento e di Tutorato di Ateneo in Ingresso
L’obiettivo è attrarre non tanto studenti che decidono di iscriversi al nostro Ateneo senza sapere bene che cosa li aspetta (per poi allontanarsene in un numero di 6500 durante il primo anno) ma attrarre studenti consapevoli della scelta che stanno facendo con un vantaggio reciproco: per gli studenti, non perdere mesi importanti della loro vita con ricadute anche psicologiche non indifferenti; per l’ Alma Mater, dimostrare nei fatti una alta responsabilità sociale.
Approfondire, attraverso una ricerca specifica, le caratteristiche del fenomeno dell’abbandono al primo anno e le diverse motivazioni che lo alimentano.
Creare, attraverso il potenziamento della rete orientativa (in riferimento anche alla definizione e verifica dei requisiti di accesso), un rapporto più stretto con la scuola superiore, con una attenzione particolare sia agli istituti della regione sia agli istituti di quelle zone del Paese da cui tradizionalmente proviene il numero più elevato di studenti fuori sede. Tra gli strumenti particolarmente importanti vi sono:
attività di orientamento e aggiornamento per segmenti particolari di insegnanti di Scuola secondaria superiore;
questionario on-line di orientamento per familiarizzare gli studenti al contesto di studio universitario;
moduli on line su aree tematiche/disciplinari delle singole facoltà per favorire, con modalità comunicative vicine alla sensibilità dei giovani, un confronto personale con gli studenti;
questionari di valutazione che non hanno la funzione dei test di accesso, ma sono utili per offrire agli studenti la possibilità di verificare la corrispondenza o meno tra la propria percezione dei saperi della facoltà e gli effettivi contenuti formativi;
creazione di servizi per aiutare lo studente nella scelta del percorso formativo attraverso: una razionalizzazione e implementazione dei materiali prodotti dalle varie strutture, un migliore accesso e una più efficace navigabilità del sito Orientamento sul portale d’Ateneo;
favorire l’inserimento e il tutorato di Ateneo in Ingresso;
aiutare le Facoltà nello sviluppo di sistemi di valutazione delle conoscenze iniziali degli studenti attraverso test di rilevazione delle lacune formative e attraverso iniziative a supporto del loro recupero:
aumentare l’efficacia delle Giornate di Orientamento di Ateneo (e gli Open Day di Facoltà) continuando ad affiancarle a iniziative sui tirocini e sul dopo laurea con la presenza di imprese;
tutorato orientativo per le matricole in fase di inserimento nel percorso universitario;
incrementare la consapevolezza di noi docenti sulla traumaticità dell’impatto con la vita universitaria di molte matricole e discutere su cosa è possibile fare per aiutare l’azione di tutoraggio.
3 Il Sistema di Orientamento e di tutorato di Ateneo in Itinere
In questo caso l’obiettivo primario non è tanto evitare l’abbandono ma favorire il regolare percorso formativo attraverso una acquisizione di crediti che permetta di laurearsi in tempo.
Introdurre progressivamente, ma con convinzione, le lauree part time che sono funzionali ai lavoratori studenti che possono meglio organizzare il proprio percorso formativo senza incidere negativamente sulle performance proprie e dell’Ateneo. Come avviene ogni volta che si introducono nuove opportunità o nuovi servizi è necessario informare i destinatari in tempo e in maniera incisiva, anche se questa opportunità, per essere efficace, dovrebbe coinvolgere tutti gli studenti che lavorano, anche quelli che lavorano “in nero”. E’ chiaro che una situazione di questo tipo aprirebbe di fatto l’opportunità di scegliere le lauree part time a tutti gli studenti che lo desiderino.
Creare, attraverso le nuove tecnologie e l’utilizzo di moduli e-learning, iniziative destinate a chi necessita di strumenti di apprendimento più flessibili: ad esempio gli studenti lavoratori, i lavoratori studenti, gli studenti disabili e alcuni segmenti di studenti stranieri;
Istituire servizi di informazione e di tutorato di Facoltà e costruire un network tra i Delegati dell’Orientamento e i tutor di Facoltà per le iniziative di consulenza orientativa.
Tutorato orientativo in vista della scelta della Laurea Magistrale
A livello dei singoli corsi di studio (i cui Presidenti, come abbiamo già ricordato, devono essere compensati per l’aggravio di attività e di responsabilità richiesto) in coordinamento con la Facoltà e l’Ateneo si dovrà potenziare:
l’ attività di tutorato didattico,
il monitoraggio delle carriere e delle esigenze degli studenti,
le proposte alternative di metodi di studio e di organizzazione,
l’organizzazione delle sessioni di esami,
le iniziative di rimotivazione per superare il disagio personale,
il coinvolgimento degli enti locali competenti in materia di diritto allo studio.
4 Il Sistema di Orientamento e di tutorato di Ateneo in Uscita
Realizzare, nell’ottica di un anticipo del rapporto con il mondo del lavoro, attività finalizzate al tutorato orientativo in preparazione di esperienze di stage e/o tirocini, anche all’estero;
Rinforzare l’attività dell’Ufficio Placement;
Facilitare le esperienze professionali mediante tirocini/stage in Italia e all’estero attraverso azioni di miglioramento della loro gestione sia coordinando le responsabilità dei tirocini post laurea e curriculari sia attivando un sistema organico di valutazione delle esperienze di stage e tirocinio;
Facilitazione dell’accesso al mercato del lavoro e delle professioni ai laureandi e ai neo laureati attraverso:
iniziative nei confronti di professioni e lavoro con il coinvolgimento attivo di ordini e associazioni di categoria
sviluppo di servizi di supporto alla transizione al mondo del lavoro e delle professioni
acquisizione di conoscenze professionali di base attraverso iniziative formative mirate extracurriculari
acquisizione di competenze imprenditoriali riferite ai diversi settori per permettere, eventualmente, di sviluppare iniziative lavorative con una certo grado di autonomia.
5 Gli studenti devono essere coinvolti da protagonisti in tutti i processi decisionali che li riguardano. Per rendere più incisiva la loro presenza gli studenti dell’Alma Mater potrebbero, nella loro autonomia, riprendere alcuni dei suggerimenti che l’ESIB/ESU ha fornito. Per esempio affrontare con gli eletti il problema della rappresentatività, la questione della informazione e formazione di chi partecipa agli organi in modo che abbia strumenti adeguati, il coinvolgimento nelle commissioni istruttorie e non solo negli organi deliberanti, maggiore visibilità e strumenti di consultazione con il corpo complessivo degli studenti, il problema del tempo da investire e così via. Questa presenza degli studenti nei processi decisionali dovrebbe riguardare anche – con modalità da definire - quelle situazioni in cui le istituzioni del territorio assumono decisioni che li riguardano.
6 Migliorare la qualità della vita degli studenti Alma Mater
Mentre si affronta con il Sistema di Orientamento e di Tutorato d’Ateneo l’emergenza abbandoni e la scarsa produttività a livello di crediti ottenuti, si dovranno impostare politiche di miglioramento degli altri aspetti della vita dello studente che, in ogni caso, incidono anche sul rendimento scolastico. In questo caso dovremo decidere con gli studenti – considerato che non si può affrontare tutto allo stesso tempo – le priorità. Mi limito, per ora, a individuarne alcune:
Costruzione di un vero e proprio Sistema di Accoglienza insieme alle Amministrazioni e alle istituzioni coinvolte delle città in cui siamo insediati. Il banco di regia deve essere unico e l’Università con i propri studenti deve svolgervi un ruolo centrale di indirizzo e coordinamento.
Rafforzamento del Servizio di Aiuto Psicologico (SAP). Si tratta di un servizio gratuito per tutti gli studenti dell'Università di Bologna e per i giovani residenti in città in età compresa tra i 20 e i 28 anni il cui obiettivo è analizzare i motivi di disagio psicologico e offrire un intervento esperto di sostegno. Il SAP, un servizio di livello europeo, si attua attraverso colloqui personalizzati realizzati da operatori del nostro Dipartimento di Psicologia per progettare interventi di sostegno efficaci per fare uscire i giovani dal loro stato di disagio. Il tutto a beneficio non solo della qualità di vita dei nostri studenti, ma anche del loro rendimento universitario.
Una politica integrata degli alloggi che allarghi la tipologia dell’accoglienza che, ipotizzando anche modalità di cofinanziamento, project financing e altro, si muova su diversi livelli:
Studentati: concludere le iniziative attualmente in essere in zona Fiera e Mercato Ortofrutticolo, a Bologna, che portano a un incremento percentualmente rilevante di questa tipologia di posti alloggio. E’ poi necessario procedere a un innalzamento della loro qualità che significa, in primo luogo, dotare gli studentati di sofisticati servizi di tutorato, orientamento, consulenza.
Realizzazione, possibilmente in project financing, di alloggi per periodi inferiori all’anno accademico da porre sul mercato sia per studenti che frequentano in maniera saltuaria, sia per giovani ricercatori e dottorati, magari stranieri in visita. Si devono pensare anche alcuni alloggi adatti alla permanenza di nuclei familiari in quanto spesso i giovani ricercatori stranieri si spostano con la famiglia.
Messa a sistema, per quanto possibile, delle offerte di abitazioni private sul mercato privato attraverso un momento di coordinamento, informazione, garanzia centralizzato in grado di fare incontrare in maniera efficace le domande con le offerte. Si deve proseguire anche l’azione di regolarizzazione e “calmieramento degli affitti” attraverso la partecipazione, con il Comune, all’iniziativa della Guardia di Finanza “Affitti in nero, convenienza zero” .
Potenziamento delle sale di studio, aule informatiche e maggiore corrispondenza degli orari di apertura delle biblioteche alle esigenze degli studenti.
Verifica ed eventuali interventi migliorativi in relazione alle attività sportive, culturali, ricreative anche attraverso l’incremento del numero delle convenzioni già attivate con circuiti cinematografici e teatrali, in primo luogo.
Miglioramento del servizio mensa e punti ristoro.
Monitoraggio dell’attività lavorativa in Ateneo per definire eventuali miglioramenti.
Sostegno convinto ai Centri Linguistici come verrà evidenziato nel capitolo tematico sulla Internazionalizzazione.
Completamento del progetto Sportello Unico e perfezionamento del Prestito Bancario.
Rinforzo dei servizi di orientamento, accoglienza, tutorato per studenti stranieri (che coinvolga il multicampus).
7 In questo contesto è importante attuare un pieno utilizzo delle informazioni che il consorzio Alma Laurea possiede in relazione: alla percezione che gli studenti hanno della loro esperienza universitaria; al rapporto tra laureati e occupabilità (grazie anche all’aggiornamento nel tempo che i laureati attuano dei propri dati) e all’utilizzo che le imprese fanno di questi dati attraverso un imponente confronto tra domanda e offerta di laureati con competenze ed esperienze specifiche.
| < Prec. | Succ. > |
|---|



Partecipa 
